Italia Filippine

New life in new world

RSS 2.0

Principi di comunicazione

Su questo argomento si è scritto e si scrive molto, a proposito o a sproposito: è inutile citare la quantità di libri, articoli, seminari al proposito, tutti prodighi di consigli e ricette che dovrebbero condurci a comunicare meglio.
Ma che cos’è esattamente la comunicazione?
Dimenticatevi tutto quello che avete sentito finora, e ascoltate la mia definizione:
E’ la capacità di trasmettere un messaggio in modo tale che chi lo riceve si comporti nel modo che desideriamo.

Esaminiamola attentamente, perché l’esatta comprensione di questo meccanismo ci permetterà di migliorare enormemente le nostre capacità in questo campo.
Intanto, notiamo che abbiamo detto che il fine della comunicazione è produrre un comportamento. La messa in atto di questo comportamento è quello che ci dirà se la nostra comunicazione è andata a buon fine o meno.
Già questa consapevolezza risolve una quantità enorme di situazioni: quante volte abbiamo cominciato a parlare senza sapere non tanto quello che volevamo dire, ma quello che volevamo ottenere?
E questo presume che il comportamento che vogliamo ottenere ci sia noto PRIMA di dare inizio al nostro messaggio.

Poi: perché un messaggio venga compreso e porti al risultato desiderato, abbiamo bisogno di conoscere le reazioni mentali che esso produrrà nella mente di chi lo riceve:
quante volte ci siamo lamentati del fatto che le nostre parole venivano intese diversamente da come pensavamo e portavano a tutt’altro risultato?
Ecco allora l’importanza delle tecniche per conoscere la scala dei valori, le credenze, la mappa del mondo del nostro interlocutore. Vedremo queste tecniche nella prossima lezione.

Per ora, vediamo ancora cos’altro si può dedurre dalla nostra definizione di comunicazione.
Intanto, che essa non si limita alle sole parole: il tono, i gesti, l’abbigliamento, le azioni, tutte comunicano qualcosa al nostro interlocutore e possono essere utilizzate per i nostri scopi.
Generalizzando, arriviamo a uno dei più noti assiomi sulla comunicazione:

Ogni comportamento è comunicazione
Qualunque cosa facciate o diciate (o NON diciate o facciate), essa avrà un qualche effetto sull’interlocutore, ed è pertanto da considerarsi comunicazione: quindi non solo parole o gesti, ma ogni nostra azione comunicherà sempre qualcosa.
Da questo discende logicamente un secondo assioma:

Non si può non comunicare
E’ evidente che se ogni comportamento è comunicazione, è impossibile impedire di lanciare continuamente messaggi, e questo anche quando crediamo di non comunicare nulla.
Per esempio, se siamo sul treno in uno scompartimento affollato e ci mettiamo a leggere il giornale, stiamo comunicando che le persone presenti non ci interessano e che non vogliamo essere disturbati.
Un terzo assioma, di importanza fondamentale, è il seguente:

Il significato della comunicazione sta nella risposta dell’interlocutore
Se l’obiettivo di una comunicazione è un comportamento, il risultato sarà l’unico giudice della maggiore o minore efficacia del nostro messaggio.
Non ha alcuna importanza quello che noi crediamo di aver comunicato. Esiste un solo significato nella nostra comunicazione, ed è quello che il nostro interlocutore ha ricevuto.
Sta a noi, sulla base dei risultati ottenuti, modificare il nostro messaggio in modo tale da ottenere la risposta desiderata.
Questo considerazione porta naturalmente a un quarto assioma:

Noi siamo responsabili dei risultati della nostra comunicazione
questo, per molte persone, può essere difficile da accettare, ma è la pura verità.
Se i risultati che otteniamo non corrispondono alle nostre aspettative, sta a noi trovare il linguaggio corretto per farlo.
So che è molto più comodo dare la colpa a chi ci ascolta, ma questo non corrisponde a verità: cosa pensereste di un cinese che volesse qualcosa da voi e ve lo chiedesse.. .in cinese? E magari si arrabbiasse perché non lo capite?
E allo stesso modo, quante volte noi ci comportiamo così?
Ancora qualche considerazione:

Ogni volta che comunichiamo, modifichiamo il modo in cui il nostro ascoltatore ci considera
Mentre noi non possiamo non comunicare, il nostro interlocutore non può non essere condizionato dal nostro messaggio, che attiverà forzatamente immagini, sentimenti, giudizi ed impressioni contenuti nella memoria a lungo termine.
Questi, richiamati alla coscienza, modificheranno necessariamente lo stato d’animo di chi ci ascolta.

Non esistono fallimenti, esistono solo risultati
E’ una delle verità fondamentali della seduzione, della comunicazione, del successo.
E’ la consapevolezza che ogni accadimento è il risultato delle azioni che ho intrapreso, e che se i risultati non sono di mio gradimento, devo per prima cosa cambiare le azioni che lo hanno determinato.
Detto così può sembrare ovvio, ma quante persone conoscete (e magari voi stessi) che si ostinano in un comportamento fallimentare per poi lamentarsi dei risultati?
A questo proposito, spesso mi sento dire:
Ma perché non posso essere semplicemente me stesso?
Questo significa semplicemente: voglio continuare a fare le stesse stupidaggini che ho fatto fino ad oggi, ottenendo però il risultato che voglio io.
Vorrei ricordare una celebre frase:
“Continuare a fare le stesse cose aspettandosi un risultato diverso è uno dei sintomi più evidenti della pazzia”
 

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

* Copy This Password *

* Type Or Paste Password Here *

5 Commenti di spam bloccati finora da Spam Free Wordpress

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: