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Tecniche di seduzione e di approccio

Se-duzione, ovvero “condurre con se”

Come si è detto all’inizio, seduzione significa semplicemente fare in modo che la persona che desideriamo sedurre si senta attratta da noi.
E questo, a differenza di quanto si crede comunemente, non dipende affatto da soldi, automobile, aspetto fisico, anche se ciascuna di queste cose in qualche modo influisce.
Il fatto che le si lasci sedurre da noi dipende essenzialmente dallo stato d’animo che lei prova nei nostri confronti. Ovvio?
Certo, perché ogni comportamento (e il venire a letto con noi è un comportamento) dipende dallo stato d’animo in cui la persona si trova.
Noi possiamo, come fanno gli altri, cercare di creare un o stato d’animo adatto con regali, promesse, servilismi (di fatto…PAGANDO) e sperare che funzioni, oppure possiamo andare direttamente all’origine e crearle direttamente noi uno stato d’animo che le faccia sembrare il venire a letto con noi la cosa più ovvia e naturale di questo mondo.
Il fatto è che si dimentica la regola base:

COMUNICARE SEMPRE CON UN OBIETTIVO

Il proposito di una comunicazione, come si è detto e si dirà ancora, non è la comprensione, ma il comportamento voluto.
Questa è una verità da tenere sempre presente: quando noi parliamo, spessissimo continuiamo a fornire fatti e ragioni sul perché una certa cosa debba o non debba essere fatta.
Ma, come abbiamo visto, il significato della comunicazione risiede nella risposta emotiva, e di conseguenza comportamentale, che otteniamo.
E, soprattutto nel campo della seduzione, spesso il risultato è ben distante dall’essere quello desiderato.
Vediamo quindi come agire direttamente sulla sua mente per ottenere gli stati emotivi desiderati.

E’ ovvio che per poter mettere in atto le tecniche psicologiche che ci permetteranno di indurre in una donna gli stati mentali che ci siamo prefissi, dovremo trovare il modo di entrare in comunicazione con lei.
Questa è naturalmente una fase particolarmente delicata: si sente spesso dire che la prima impressione è quella che conta, e in effetti può essere molto difficile recuperare un primo impatto negativo.
Inoltre, questo primo passo può essere per molti lo scoglio più difficile da superare.
Vediamo quindi come esso può essere affrontato efficacemente.
Mentre è chiaro che non esiste un metodo valido per ogni persona ed ogni situazione, è altrettanto vero che le situazioni in cui ci si può trovare a tentare un approccio di tipo sedativo possono essere raggruppate in poche grandi categorie:

  1. La persona che vogliamo sedurre è tra quelle che conosciamo da tempo e con le quali in qualche modo ci relazioniamo, ma con cui non abbiamo mai provato ad approfondire il rapporto. (Per esempio, una collega di lavoro, una vicina di casa, la commessa di un negozio presso cui ci serviamo, eccetera)
  2. Non abbiamo mai conosciuto prima la persona che ci interessa, ma ci troviamo in una situazione che è favorevole agli incontri (è il tipico caso di una festa da amici, di una convention, di una qualche riunione dove le persone si incontrano per una causa comune)
  3. Non abbiamo mai conosciuto prima la persona, e la situazione non è favorevole. E’ il tipico caso che paralizza la maggior parte di noi: attaccare discorso con una perfetta sconosciuta senza avere altro pretesto che il nostro desiderio di conoscerla. Questo naturalmente con vari gradi di difficoltà: è sicuramente più facile parlare a qualcuno mentre siamo sul treno, oppure seduti al tavolino di un bar, che fermare una ragazza per strada.

Lasciando un momento da parte il caso in cui la persona che ci interessa è già tra le nostre conoscenze e quindi non c’è problema a rivolgerle la parola, vediamo come si può efficacemente rompere il ghiaccio con una perfetta sconosciuta.
Come si è detto, non avrebbe senso fornire una serie di frasi valide per tutte le circostanze; concentriamoci invece su alcuni principi che adatteremo in maniera opportuna alla situazione specifica.

Intanto, liberiamoci dalla paura del rifiuto: possono esserci un’infinità di motivi per cui una persona non ha piacere di entrare in contatto con noi, molti dei quali assolutamente indipendenti dalla nostra volontà.
Potrebbe essere sposata con un marito gelosissimo, potrebbe aver litigato da pochi minuti con qualcuno, potrebbe avere una cambiale in scadenza,…
Insomma, potrebbe essere in uno stato mentale in cui l’ultima cosa che desidera è un approccio seduttivo.
Quindi, tenete sempre in mente che una risposta non positiva non significa che ci sia qualcosa di sbagliato in voi; inoltre, se l’approccio è simpatico ed elegante, scoprirete che quasi mai otterrete una risposta sgarbata, positiva o negativa che sia (e se una persona risponde sgarbatamente, in ogni caso non merita le nostre attenzioni).

Se avete eseguito con scrupolosità l’esercizio proposto nella lezione precedente, non dovreste avere problemi a trovare la fiducia in voi stessi necessaria a superare il primo impatto, e a mantenere intatta la vostra autostima in caso di risposta negativa.

Vediamo quindi le caratteristiche di un approccio efficace.
Esiste una formula che tutti i venditori conoscono, e che si adatta perfettamente ai nostri scopi. Essa è la formula dell’AIDA, che sono le iniziali delle parole Attenzione, Interesse, Desiderio, Azione.
Quindi per prima cosa il nostro approccio deve attirare l’Attenzione della persona che desideriamo sedurre. Questo ovviamente deve essere fatto in modo tale da suscitare il suo Interesse. (per il Desiderio e l’Azione, vedremo come fare nelle lezioni successive.)
Circa i sistemi da “manuale del seduttore”, lasciateli perdere: non solo perché non funzionano, ma perché sottintendono l’idea che abbiate bisogno di un pretesto o di una scusa per entrare in contatto con una persona. Quindi, con tutte le variabili relative al luogo e alla situazione, garantisco che un approccio semplice e diretto rimane il più efficace:
Ad esempio “Senti, se non ti rivolgo la parola adesso, potremmo non incontrarci mai più, e sarebbe veramente un peccato. Ciao, mi chiamo….”
Se vi sembra opportuno, potete farlo precedere da un complimento; meglio ancora, se la situazione lo permette, da un commento umoristico.
Tutto qui.
Se agite con decisione (ma senza arroganza!!! evitate lo stile gallo cedrone…) e simpatia, è veramente difficile che la risposta sia negativa. Attenzione: le femmine hanno antenne sensibilissime per individuare i perdenti e martirizzarli (non credete alla storia dell’istinto materno: a meno di non trovare una che viene a letto con voi perché le fate pena, non funzionerà), per cui l’approccio diretto con il linguaggio del corpo sbagliato, provocherà precisamente tutte le risposte che paventiamo (ma sparisci, chi ti credi di essere, ma ti sei visto, ecc. CHE HANNO POCA O NESSUNA RELAZIONE CON L’ASPETTO FISICO)
Una volta rotto il ghiaccio, vedremo nella prossima lezione come trovare gli argomenti che ci permetteranno di conoscere le caratteristiche della persona per elaborare una strategia efficace di comportamento.
Sottolineo ancora una volta l’importanza di agire senza aggressività o arroganza, ma con sicurezza e simpatia: a questo scopo, raccomando ancora l’esercizio presentato nella lezione a proposito del lavoro su se stessi.

 

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