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Principi di Psicologia Cognitiva

Modello della mente

Non ho certo la pretesa di riassumere in poche righe la teoria che sta alla base della Seduzione Rapida.
Tuttavia, alcuni rapidi cenni sul funzionamento della mente ci permetteranno di capire il perché queste tecniche funzionino, permettendone un uso molto più corretto e consapevole.
Per chi volesse approfondire l’argomento, metterò alla fine qualche indicazione bibliografica.

MODELLO DELLA MENTE E DELL’APPRENDIMENTO

Un modello, in ambito scientifico, è uno strumento di lavoro, ed è utile nella misura in cui facilita la comprensione di ciò che descrive.
Quello che viene qui proposto e una semplificazione mediata dalla Psicologia Cognitiva e dalla Programmazione Neurolinguistica; semplificazione che risulta comunque sufficiente alla comprensione delle tecniche utilizzate.

NOI E L’AMBIENTE

La nostra mente riceve le informazioni dal mondo circostante tramite i canali sensoriali (visivo, uditivo, tattile, olfattivo, gustativo).
Tutto ciò che viene percepito dagli organi di senso (recettori) viene mantenuto nel registro sensoriale (una specie di buffer) per circa un quarto di secondo.
Di questo enorme numero di stimoli sensoriali, ne viene selezionata una piccola parte (sulla base di una serie di filtri che nomineremo successivamente) che passa nella cosiddetta “memoria a breve termine”.
La memoria a breve termine ha una capienza limitata (circa sette elementi di informazione) e corrisponde praticamente alla nostra coscienza.
E’ di importanza fondamentale ricordare che il limite della memoria a breve termine riguarda il numero delle unita di informazione (o Chunk) e non le loro dimensioni; in base alla nostra esperienza, infatti, siamo in grado di raggruppare serie di elementi distinti che vengono percepiti come un’unica unita di informazione.
Quanto viene ritenuto “interessante” si fissa permanentemente nel serbatoio dei nostri ricordi, altrimenti detto “memoria a lungo termine”; questo serbatoio corrisponde a ciò che chiamiamo “inconscio”.
(Inconscio nel senso di non conscio, ovvero di non presente alla nostra coscienza in quel preciso momento. L’inconscio nel senso psicanalitico del termine è quella parte di questo contenitore che non sale mai al livello della nostra consapevolezza.)
E’ interessante notare come la memoria a breve termine (o coscienza) riceva gli stimoli, oltre che dai canali sensoriali, anche da ciò che e contenuto nella memoria a lungo termine.
In base al contenuto della memoria a breve termine (stimoli esterni + rappresentazione interna), generiamo delle decisioni che, tramite gli organi di espressione, o effettori, si traducono in un comportamento.
Il comportamento e infatti il risultato dell’elaborazione interna nella quale l’individuo e impegnato in un particolare contesto.

Questo significa, in altre parole, che fra la quantità di stimoli sensoriali da cui siamo costantemente bombardati, la nostra mente ne sceglie una parte limitatissima; questo stimolo (immagine, parola, tocco, ecc.) attiverà delle immagini che abbiamo già immagazzinato in passato, e questo ci farà prendere delle decisioni su come comportarci.
Ovviamente, nella nostra memoria a lungo termine sono codificate una serie di procedure d’azione.
L’apprendimento di procedure complesse avviene per tentativi ed errori, decidendo una sequenza organizzata di procedure più semplici già conosciute.
Una volta che una procedura sia stata appresa, essa e in grado di funzionare senza l’intervento della coscienza, che, anzi, ne danneggerebbe la necessaria fluidità.
In questo caso la mente cosciente deve solo fornire al cervello l’immagine del risultato finale, lasciando alla mente inconscia il controllo dei particolari dell’esecuzione.

FILTRI

Si è visto che solo una piccola parte degli stimoli giunge alla nostra coscienza; questo perché, dopo che l’evento e stato percepito tramite i nostri canali sensoriali, e prima che noi ne facciamo una rappresentazione interna, l’evento viene “filtrato”, I nostri processi interni di elaborazioni sono determinati da come noi cancelliamo, distorciamo e generalizziamo l’informazione in arrivo.

Cancellazione

La cancellazione avviene quando noi prestiamo attenzione ad alcuni aspetti dell’esperienza tralasciando tutti gli altri.
Si tratta di un processo fisiologico determinato dalla limitata capacita della memoria di transito.

Distorsione

La distorsione avviene quando operiamo inconsciamente cambiamenti nella nostra esperienza dei dati sensoriali.

Generalizzazione

La generalizzazione e il procedimento con il quale noi traiamo conclusioni di ordine generale
basandoci su un numero limitato di esempi.

I filtri che noi utilizziamo per distorcere, limitare e generalizzare la realtà circostante
sono:

  • Metaprogrammi
  • Valori
  • Credenze
  • Attitudini
  • Decisioni
  • Memorie
Metaprogrammi

Sono strutture di ordine generale, indipendenti dal contenuto, che determinano il nostro modo di approccio all’esperienza.
I principali metaprogrammi sono:
Verso/Via da
Referenza interna/Referenza esterna
Adeguanti/Disadeguanti
Possibilità/Necessita/Ragione

Valori

Sono essenzialmente filtri di valutazione. Riguardano il modo in cui noi decidiamo ciò che e buono o cattivo, giusto o sbagliato.
Rispondono alla domanda “Cosa e importante per me?”.
I valori sono ordinati gerarchicamente dal più importante al meno importante.

Credenze

Le credenze riguardano la convinzione che certe cose siano vere ed altre no.
Si formano durante tutto l’arco della nostra esistenza in base a:
Ambiente
Eventi
Conoscenza
Risultati precedenti
Esperienza immaginata
E’ importante comprendere, per quanto possa sembrare strano, che nessuna credenza è realmente “vera”, perché di fatto è una generalizzazione sul mondo. Ne consegue che non e importante che ciò che si crede sia “vero”, ma che sia utile ai nostri scopi.

Atteggiamenti

Sono l’insieme dei valori e delle credenze riguardo un argomento specifico.

Ricordi

I ricordi influiscono profondamente sulle percezioni e sulle risposte comportamentali delle persone.
E’ possibile, tramite la Riproduzione dell’esperienza (v.), dotarsi di un patrimonio di ricordi utili ai nostri fini; e possibile altresì, con l’uso delle sottomodalita, eliminare l’influenza dei ricordi negativi e limitanti.

Decisioni

Le decisioni, riguardanti noi stessi e l’ambiente, spesso prese inconsciamente o nei primi anni di vita, determinano credenze, valori, atteggiamenti.
Tutto questo concorre a formare la nostra “mappa del mondo”, in base alla quale decidiamo i nostri comportamenti.
E’ importante sottolineare che questa e una nostra interpretazione della realtà, non la realtà stessa; persone diverse avranno quindi mappe diverse, e reagiranno pertanto diversamente di fronte allo stesso stimolo.
Per apprendere comportamenti utili e necessario agire su questi filtri, e non direttamente sul comportamento.

STATI D’ANIMO E COMPORTAMENTO

Uno stato d’animo e determinato dalle rappresentazioni interne presenti nella nostra coscienza.
Il generatore di risposte, che determina il comportamento, decide in relazione alle rappresentazioni interne.
Per comportamento intendiamo sia azioni che risposte emozionali.
Come e stato sottolineato in precedenza, le rappresentazioni interne si formano in base agli input sensoriali, a ciò che e presente nella memoria a lungo termine, e ai segnali fisiologici che ci invia il nostro corpo.
Le immagini mentali, proprio a causa della loro natura sono sempre sotto il nostro controllo.
Ne consegue pertanto che e possibile agire deliberatamente sui propri stati d’animo e, di conseguenza, sul proprio comportamento.
Allo stesso modo, è possibile attivare l’immaginazione di chi ci sta ascoltando, ottenendo lo stesso risultato.
(Nota: è quello che chiunque, anche se quasi sempre inconsapevolmente. Noi impareremo a farlo in modo cosciente e mirato)

SOTTOMODALITÀ’

Le rappresentazioni interne sono formate da immagini visive, uditive e Kinestesiche.
Ogni immagine ha delle caratteristiche formali (colori/bianco e nero, ferma/in movimento, ecc.) che sono indipendenti dal contenuto e determinano in larga misura l’impatto emozionale dell’immagine stessa.
Agendo su queste componenti e possibile modificare il significato emozionale delle immagini, in relazione alle finalità che ci siamo proposti.

OBIETTIVI

Il cervello funziona esclusivamente in base a obiettivi, ovvero rappresentazioni interne di ciò che vogliamo raggiungere; qualunque azione deve essere prima immaginata per essere compiuta in modo efficace.
Se questo e evidente per i microcompiti quotidiani, quando si allarga lo spazio temporale che ci separa dall’obiettivo e aumentano le componenti da tenere sotto controllo, diventa praticamente impossibile ottenere risultati senza un’attenta pianificazione preventiva.
(Nel nostro caso, occorre sempre tenere presente quale sia il nostro obiettivo durante la seduzione)

RIPRODUZIONE DELL’ESPERIENZA

Ogni esperienza si traduce in rappresentazioni interne; ne consegue che utilizzando le stesse immagini si può rivivere in modo verosimile una qualunque esperienza.
Allo stesso modo e possibile “creare” un’esperienza, purché lo si faccia con la stessa cura che poniamo nel rievocarne una passata.
In questo modo e possibile:
Visualizzare una situazione particolarmente stressante o difficile ed apprendere ad affrontarla
Visualizzare la situazione-obiettivo in modo che il cervello abbia una guida da seguire.
Affinché il lavoro risulti realmente efficace, e opportuno prestare la massima attenzione alle sottomodalita.

Riepilogando, tutto il comportamento umano può essere descritto con un semplice schema: Stimolo — Elaborazione — Risposta
Ad esempio, immaginiamo di trovarci in una stanza con alcuni amici, e che in quel momento entri un cagnolino.
Tutti percepiscono gli stessi stimoli: la forma e il colore dell’animale, il movimento, l’odore, ecc.
Lo confrontano con quanto è presente nella loro memoria, lo riconoscono come “cane”, e in base a quanto è collegato all’idea “cane” ognuno prenderà delle decisioni che si trasformeranno in un comportamento di risposta.
A seconda della valutazione che ognuno avrà dato all’esperienza “cane”, potrà decidere se accarezzarlo, rimanere indifferente, fuggire nell’altra stanza, mandarlo via, ecc.
Ciò che conta è comprendere che lo stesso stimolo può dare risultati diversi in relazione all’esperienza individuale di ciascuna persona.
La memoria funziona infatti in maniera associativa, e il comportamento finale sarà sempre determinato dalle immagini mentali evocate dallo stimolo.
Parlando di seduzione, le implicazioni di tutto questo sono evidenti: per ottenere il comportamento che ci interessa, ciò che faremo e diremo (lo stimolo) dovrà essere modellato su quella specifica persona, tenendo conto delle sue specifiche caratteristiche mentali. Vedremo più avanti come questo possa essere fatto in maniera semplice a rapida.
La conseguenza più importante di quanto appena detto, ripeto, consiste nel fatto che tutta l’esperienza è formata da immagini sensoriali.

Se tutta l’esperienza è composta da immagini, lo sarà allo stesso modo ogni stato emozionale.
Vorrei sottolineare l’importanza di questo punto: ogni stato emotivo che provate non dipende da quanto sta effettivamente succedendo, ma dalle immagini che passano per la mente in queI momento.
(Se vi sembra strano, pensate a quante volte vi arrabbiate pensando a cose successe anni prima; oppure provate paura per avvenimenti che devono ancora prodursi; cos’è tutto questo se non il risultato emozionale di immagini prodotte dal nostro cervello?)

E arriviamo al punto chiave: tutto ciò che le persone desiderano sono stati mentali!
Incredibile? Provate a pensare a qualunque cosa vi piacerebbe fare o possedere, e scoprirete che non è affatto la cosa in sé che vi interessa, ma lo stato mentale che le avete associato.
Potete immaginare di essere ricchissimi, di avere una straordinaria cultura, tantissimi amici, oppure ottenere risultati sportivi, o qualunque altra cosa possiate desiderare, e vedrete che quello che le rende attraenti è lo stato mentale in cui pensiamo di trovarci quando quelle condizioni saranno soddisfatte.
Ne consegue quella che è la chiave di volta dell’intero edificio della seduzione rapida:
le persone non vogliono realmente a fianco a loro qualcuno con un fisico atletico, macchine sportive, o altre stupidaggini di questo tipo; le persone vogliono uno stato emozionale.
Per cui, quando saremo in grado di instaurare nelle persone lo stato mentale che loro desiderano, non ci saranno più limiti ala nostra capacità di conquista.
Come questo possa essere ottenuto, è precisamente materia del corso: scopriremo che è molto più semplice di quanto non si creda; ci arriveremo.

Riepiloghiamo schematicamente il tutto in modo che possa esserci utile in futuro:

  • definiamo “comportamento” ogni gesto, azione, parola, messa in atto da una certa persona
  • ogni comportamento è “stato-dipendente”, ovvero dipende dalle immagini che attraversano in quel momento il cervello di quella persona
  • queste immagini provengono per lo più dalla memoria, evocate dagli stimoli esterni a cui sono associate
  • per ottenere un determinato comportamento, occorre scoprire qual è lo stato mentale che lo determina, che varia da persona a persona
  • questo stato potrà essere indotto dall’esterno una volta scoperta la combinazione di immagini che lo provoca

 

 

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